06 agosto 2010
Pietro D'Alì a Brest dopo una seconda combattuta tappa
Questa notte alle ore 3.44, Pietro D'Alì e inova 3 hanno tagliato la linea di arrivo situata in fondo alla rada di Brest davanti al porto del Moulin Blanc. Per il nostro, la seconda tappa di 380 miglia tra Gijon e Brest è durata 61 ore e 44 minuti, cioè una piccola 'ora in più del vincitore, Armel Le Cleac'h, seconda vittoria di tappa per lui. Il 16mo posto ottenuto riflette solo in parte la bella performance di Pietro. Torniamo sulle fasi salienti di questa regata.
Si conclude un'altra bella regata aperta e combattuta fino alla fine che si è tenuta con condizioni di vento variabili. C'è stato di tutto: bonaccia all'inizio, brezza più tesa groppi e vento forte in Biscaglia, di nuovo più leggero all'arrivo.
Motivato e caricato a mille dopo una prima manche severa dal punto di vista della classifica, Pietro brucia la partenza ed è costretto a tornare sulla linea. Alla fine del percorso costiero, ha già ripreso gran parte del ritardo iniziale. Insieme con Jeremie Beyou, anche lui beccato in partenza anticipata, e con condizioni di vento leggero, Pietro privilegia il bordo mure a sinistra piuttosto che la risalita verso Nord. Scivolano così sotto la flotta, più vicini alla rotta diretta e conquistano la vetta della classifica (Beyou primo, D'Alì quarto).
La prima notte in Biscaglia è caratterizzato da venti deboli e variabili che richiedono diversi cambi di vela (spi, genova). Il vento entra nella seconda parte della notte. Inizia un lungo bordo di reaching veloce verso SN1, prima boa del percorso che la flotta raggiunge la seconda notte. Le Cleac'h prende la leadership a SN1. Posizionati più a Nord, Le Cleac'h e altri cinque concorrenti hanno potuto issare lo spi nell'ultimo tratto, schiacciare l'acceleratore e incalzare il gruppo sulla rotta diretta prima di SN1.
Pietro doppia la boa all'undicesimo posto, poco prima di mezzanotte. Passata la boa, vira subito per tornare al largo. Vira di nuovo poco prima della layline per Groix e torna verso terra. Mossa che gli permette di rientrare di nuovo nel top ten.
Ieri mattina, sotto Groix, Pietro deve difendere con le unghie la propria posizione. Subisce gli attacchi di diversi concorrenti tornati su di lui (Yann Elies, Gildas Morvan, Erwan Tabarly...). L'elastico si tende tra Groix e Les Glenan. Poi Pietro riesce a tornare sul gruppo e a contenere il ritardo sul leader a meno di 4 miglia. Ieri sera, nella baia di Audierne, ultimo tratto prima del Raz de Sein, Pietro e Gildas Morvan decidono di navigare sotto il resto della flotta, si ritrovano i più vicini da terra. Devono virare sotto costa e perdono posizioni all'incrocio seguente. Si ritrovano 15mo e 16mo. Tra loro due la regata finisce in un vero e proprio match race che dura per tutta la risalita del Mar d'Iroise e della rada di Brest. Alla fine Gildas taglia il traguardo 25 secondi prima di Pietro.
Agganciare il top ten, questo è uno degli obiettivi che Pietro si è fissato per questa sua quinta partecipazione alla Solitaire. La classifica della seconda tappa non dà la soddisfazione dell'obiettivo raggiunto ma offre comunque diversi punti positivi e vari motivi di soddisfazione. Innanzitutto la velocità, condizione sine qua non per poter sperare in qualche risultato. Si era già notato durante la prima tappa, ne abbiamo avuto una netta conferma: la velocità, Pietro e inova3, ce l'hanno e in tutte le condizioni. Poi la sostanza. Sempre presente e costante, Pietro ha potuto giocare dove l'aspettavamo, cioè nel gruppo di testa e per gran parte della regata. Ed è proprio quello che ci voleva anche dal punto di vista psicologico, Pietro grintoso ma soprattutto fiducioso nei propri mezzi. Non si è accontentato di seguire ma ha giocato con grande personalità e con scelte a volte originali. Se il tenersi sotto all'inizio è stato dettato dal ritardo in partenza, il bordo al largo dopo SN1 è una chiara mossa strategica che si è rivelata azzeccata. Anche se non ha prodotto i risultati che speravamo, anche la micro opzione nella baia di Audierne, dimostra aggressività. D'altronde accontentarsi di seguire il trenino, a quel punto, non avrebbe permesso di tornare sui leader. Bisognava provarci e ci ha provato. Quello che manca adesso, anche se è il più difficile da raggiungere, è un po' più di costanza nelle rifiniture, di cura nelle piccole scelte. La sostanza però è quella: il Maestro Pi è tornato. Rimangono due tappe per confermare.