Vai direttamente ai contenuti della pagina
24 luglio 2010

Le Havre, domani il prologo della Solitaire du Figaro

Per il nostro Pietro D'Alì fatica e sonno primi nemici da battere. Ultimi controlli sulla barca i.nova-3 sponsorizzata da Italcementi

Il clima nel porto di Le Havre e' allegro e rilassato. La settimana che precede la partenza della Solitaire du Figaro e' sempre una festa: eventi, stand, giochi per bambini. Un piccolo villaggio dedicato al mondo della vela che attira ogni anno tantissima gente. In mare invece ci sara' da soffrire, ma Pietro D'Ali' non vede l'ora di prendere il largo.
“Ogni giorno che si avvicina la partenza - spiega il velista dello Yacht Club Italiano - la tensione sale un po'. Io sono alla mia quinta partecipazione, ma e' sempre una grande emozione. E' una regata fantastica, con una flotta di skipper fortissimi e competitivi, ma negli ultimi mesi mi sono preparato bene e mi sento carico al punto giusto”.
Classe '63, milanese di nascita ma genovese d'adozione, D'Ali' vanta nel proprio palmares una finale di Coppa America, una vittoria alla Louis Vuitton Cup con Luna Rossa, un'Olimpiade (nella classe Star a Sydney 2000), un Giro del Mondo (Whitbread nel 1993/1994) e numerose affermazioni nella vela oceanica e solitaria. Il suo miglior piazzamento alla Solitaire e' un ottavo posto nel 2005.
“Quest'anno vorrei lottare nelle prime dieci posizioni – confida – anche se fare previsioni e' difficilissimo. Spesso a decidere sono i dettagli”. Dettagli ai quali in questi giorni di attesa Pietro sta dedicando un'attenzione maniacale: “Stiamo mettendo a punto la barca – la i.nova-3, sponsorizzata da Italcementi – e, tenendo sempre d'occhio le previsioni meteo, sto ripassando in continuazione il percorso per averlo sempre stampato in testa”.
Oltre che ai venti e alle correnti la grande avversaria di questa regata e' la fatica: “Gestire la stanchezza e' fondamentale. La prima tappa (da Le Havre a Gijon, 515 miglia) e' molto delicata: i primi due giorni di gara, nei quali si navighera' lungo la costa, saranno durissimi e non credo che potro' mai a chiudere occhio. Negli altri due ci si puo' concedere riposi di 10/15 minuti al massimo, con la sveglia sempre puntata perche' bisogna controllare costantemente la rotta”.
Pietro torna a controllare la sua barca, ormeggiata insieme alle altre 44 che partiranno martedi'. Tra i pontili risuona il chiasso allegro della festa. Ancora pochi giorni e ci sara' solo il rumore del mare.

Fonte ANSA.IT



U.V.A.I. - Unione Vela Altura Italiana